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Problemi con il Canone Rai? Ci pensa Rete Consumatori Italia!

Canone Rai in bolletta? La rivoluzione adesso è realtà. Dopo tanta confusione, una valanga di dubbi da sciogliere e la corsa alla compilazione dei moduli di esenzione, adesso i consumatori si ritrovano la fantomatica bolletta della luce tra le mani, con l’aggiunta del Canone Rai e qualche prevedibile errore annesso.

Tanti i cittadini che si sono già rivolti alle associazioni dei consumatori per avere risposte. Il Canone è stato addebitato nonostante la dichiarazione di non possesso della televisione, nonostante la mancata residenza nell’abitazione, oppure è arrivato “doppio”, sia sulla prima che sulla seconda casa: questi i casi più comuni.

Proprio dalle richieste degli utenti Rete Consumatori Italia ha lanciato il progetto #CANONEINBOLLETTA.IT che, grazie al finanziamento del Ministero dello Sviluppo economico, per i prossimi 12 mesi assisterà i cittadini, informandoli e offrendo consulenza sulle nuove procedure di pagamento del Canone Rai. Rete Consumatori Italia, che unisce Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici, potenzierà i suoi servizi attraverso:

  • la creazione di un canale web (www.canoneinbolletta.it) per ottimizzare la reperibilità delle informazioni e l’assistenza online

  • l’attivazione di 4 sportelli online h24 per 365 giorni l’anno, che si uniranno ai 133 sportelli di Rete Consumatori Italia, distribuiti in tutte le regioni italiane

  • l’utilizzo del numero verde 800.168.566 di RCI con attivazione del tasto “prontocanoneinbolletta”, per facilitare l’immediato contatto tra utenti e operatori

I servizi verranno forniti gratuitamente a tutti i cittadini, con un particolare impegno volto a raggiungere anche le fasce più deboli e le persone disabili, impossibilitate a recarsi presso gli sportelli o con deficit visivo.

RCI, la più grande Rete in Italia, è pronta a garantire una concreta ed efficace assistenza ai consumatori, attraverso un piano strategico che dia informazione e consulenza agli utenti e li tuteli nel caso di somme addebitate impropriamente.

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Esenzione dal Canone Rai? Con Assoutenti è semplice, veloce e gratis!

E’ passato meno di un mese da quando l’Agenzia delle Entrate ha presentato il modulo da utilizzare per dichiarare di non possedere la TV ed evitare così l’addebito del Canone Rai nella bolletta dell’energia elettrica. Chi non possiede il televisore adesso si deve affrettare: per ottenere l’esenzione per tutto l’anno 2016 il modulo va inviato entro il 30 Aprile 2016 se si utilizza la via postale, oppure entro il 10 Maggio se si utilizza la via telematica. (ATTENZIONE: se si procede dopo tali date ma comunque entro il 30 Giugno 2016, si ottiene l’esenzione solo per il secondo semestre 2016, mentre tutte le dichiarazioni presentate dopo il 1 Luglio 2016 avranno effetto per l’anno 2017)

Un piccolo inghippo però si è presentato a tutti coloro che hanno provato ad inviare la loro esenzione pervia telematica: vengono richieste le credenziali Fisconline. Nessun problema o costo per ottenerle, per chi non le abbia già: bisogna registrarsi online (riportando alcuni dati di riconoscimento tratti dall’ultima dichiarazione dei redditi) e ottenere così i primi 4 caratteri del PIN di autenticazione; poi però è necessario attendere circa 15 giorni l’invio postale dei restati 6 caratteri necessari per essere pienamente abilitati all’invio. Questo vuol dire che i meno tempestivi ormai rischiano di non essere più in tempo!!

L’alternativa? Inviare l’esenzione per via postale, peccato che l’unico modo sia farlo tramite raccomandata, pagandone il costo ovviamente! (RICORDA: va inviata in plico senza busta, con allegata copia del documento di riconoscimento, indirizzandola a AGENZIA DELLE ENTRATE – Ufficio di Torino 1 – S.A.T Sportello Abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino)

Ma perchè gli utenti dovrebbero spendere dei soldi per chiedere l’esenzione da un servizio di cui non intendono avvalersi? Assoutenti, in collaborazione con il CAF, offre una soluzione, in modo che i consumatori siano ancora in tempo per inviare l’esenzione online. Basterà recarsi presso uno dei nostri sportelli con il modulo di esenzione compilato (anche senza il PIN ovviamente) e la fotocopia di undocumento d’identità: noi consegneremo tutto al CAF che inoltrerà immediatamente la richiesta, senza dover aspettare i 15 giorni previsti per l’arrivo delle ultime cifre del PIN. Niente attese, niente costi per la raccomandata: ottenere l’esenzione sarà gratuito per tutti i nostri associati!

Rivolgetevi subito ad uno dei nostri sportelli: dire no al Canone Rai con Assoutenti è semplice, veloce e gratuito!

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Tariffe sui cellulari, scatta la tredicesima: si paga ogni 28 giorni

“Costo e contenuto dell’offerta rimangono invariati”, così recita parte del messaggio che diversi operatori di telefonia mobile stanno inviando per annunciare il cambio di durata delle loro promozioni, che passa da 30 a 28 giorni. E sono tanti i clienti che ci cascano! A conti fatti le cose non stanno proprio così, pagando ogni 4 settimane in pratica le compagnie si accaparrano una sorta di “tredicesima“: al posto di 12 rinnovi infatti in un anno i clienti si ritroveranno a pagarne 13.

Ormai è dalla scorsa estate che gli operatori telefonici stanno portando da 30 a 28 giorni l’unità di misura temporale dei propri piani tariffari. L’ultima comunicazione in ordine temporale arriva da Vodafone, che proprio in questi giorni sta inviando messaggini ai suoi fedelissimi che si erano “salvati” al momento della variazione dello scorso anno, poiché avevano attiva un’offerta con rinnovo mensile. L’infelice novità, però, adesso toccherà anche a loro: dal 13 marzo 2016, infatti, anche questi utenti dovranno effettuare il ”rinnovo mensile” della propria offerta ogni 4 settimane.

Dal momento in cui i clienti riceveranno l’SMS da Vodafone avranno 30 giorni di tempo per esercitare ildiritto di recesso senza penale, (art. 70 comma 4 del Decreto legislativo 1° agosto 2003 n. 259 e delle Condizioni generali di contratto – informati su disattivazioni e recessi). Attenzione però: nel caso la tariffa sia abbinata all’acquisto a rate di uno smartphone o di un tablet si dovranno pagare tutte le rate rimanentiper completare appunto l’acquisto del device.

Ma non è tutto. Alcune vecchie offerte, addirittura, saranno sostituite con altre più recenti, d’emblée, senza possibilità di intervenire, se non cambiando operatore (informati sul cambio condizioni tariffarie). Alla faccia delle tanto declamate offerte “per sempre”, verrebbe da dire! Mesi interi di pubblicità per conquistare clienti promettendo tariffe che non ci avrebbero mai più abbandonato, e poi finisce tutto nel dimenticatoio così?

Sul caso è intervenuta l’Agcom che, dopo le dovute indagini, ha rilevato che “sul piano economico, l’effetto della nuova modalità di tariffazione implica un aumento medio annuo della spesa compresa tra il 7 e l’8%” e ha inviato una segnalazione all’Antitrust.

Un danno inaccettabile per i consumatori che, dopo aver accettato tariffe e promozioni ben precise, si ritrovano cambiate le carte in tavola dall’oggi al domani”, hanno dichiarato Furio TruzziGiovanni Ferrari e Ivano Giacomelli, presidenti rispettivamente di Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici. Rete Consumatori Italia, pertanto, ha deciso di avanzare da subito richiesta all’Agcom affinchè l’Antitrust obblighi le aziende a rimborsare l’indebita percentuale percepita in più e valuti eventuali sanzioni per le pratiche commerciali scorrette messe in atto.