Conciliazione, Poste Italiane: nel 2014 restituiti 73.000 euro

Problemi con raccomandate o pacchi postali? Si può fare reclamo a Poste Italiane e se la risposta non ci soddisfa c’è la conciliazione. Attiva già dal 2001, la conciliazione è uno strumento facile e veloce che permette al consumatore di far valere i propri diritti, risolvendo i disservizi con i prodotti postali. Romolo Giacani, responsabile comunicazione esterna e relazioni istituzionali di Poste Italiane, ha fornito ad HelpConsumatori gli ultimi dati sull’uso della conciliazione da parte degli utenti. Dal momento in cui è partita la procedura di conciliazione, cioè nel 2002, fino al 31 dicembre 2014 sono state 11378 le domande arrivate a Poste Italiane, di cui ne sono state discusse 7354. Riguardo all’esito dei casi discussi si è raggiunto un accordo tra le parti nel 96%, solo il 4% ha riguardato casi di mancato accordo.
Prendendo invece in esame i numeri del 2014, dall’1 gennaio al 31 dicembre sono state 796 le domande inoltrate, 617 quelle discusse, il 95% delle quali ha raggiunto un accordo grazie all’azione delle Associazioni dei consumatori.
In totale sono state restituiti ai cittadini 73mila euro. Il prodotto più coinvolto nelle procedure di conciliazione è stato il Pacco Celere 3. Seguono la Raccomandata e il Pacco Celere 1. Soltanto 33 casi sono rimasti irrisolti (il 5%). I giorni per concludere una procedura di conciliazione sono al massimo 60 e in tutti i casi i tempi sono stati rispettati.
Le Associazioni dei consumatori che hanno discusso un numero più alto di casi, nel 2014, sono: il Movimento Difesa del Cittadino, con 87 casi, Federconsumatori con 75, Adiconsum con 70 casi e Altroconsumo con 62.
Le Regioni che hanno presentato più domande sono: la Sicilia (130), la Lombardia (126) e il Lazio (74). Assente solo la Valle d’Aosta.
“Viene confermata la bontà dello strumento della conciliazione che sostanzialmente registra dati in linea con quelli emersi negli ultimi anni sia in generale, a livello numerico, sia riguado l’esito delle discussioni delle domande – commenta Giacani – E’ uno strumento che abbiamo allargato anche alle spedizioni internazionali dallo scorso anno, quindi oggi abbraccia tutti i prodotii postali registrati ovvero quelli con una data certa di spedizione. Anche perché sui prodotti che non hanno una data certa di spedizione è difficile immaginare di poter fare una conciliazione”.
E’ aumentata la conoscenza dello strumento tra i consumatori?
“I consumatori che conoscono lo strumento sono sempre di più e sicuramente ha inciso molto la novità introdotta con il Regolamento dell’Agcom relativo ai reclami postali, che impone la procedura come condizione di procedibilità prima del ricorso all’Autorità stessa. In più Poste è obbligata ad indicare, nella risposta ai reclami, la possibilità per i clienti di accedere alla procedura della conciliazione. Per noi questo è un ottimo strumento e spingiamo gli utenti a rivolgersi alla soluzione conciliativa. I moduli di conciliazione sono reperibili presso gli uffici postali e si possono scaricare anche direttamente dal sito di Poste”.

Controversia a causa di incidente MDC gestisce la conciliazione con Ania

Risarcimenti rifiutati, mancanza di risposta o di proposta commisurata al danno da parte delle compagnie assicurative: sono questi i casi in cui un cittadino può ricorrere alla conciliazione paritetica, strumento extragiudiziale di risoluzione delle controversie. Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC), grazie all’accordo con l’Associazione Nazionale tra le Imprese Assicuratrici (ANIA), gestisce per i consumatori la conciliazione paritetica per consentire di risolvere in poco tempo la situazione a favore degli utenti. L’accesso alla procedura riguarda tutti quei sinistri rc auto con danni fino a 15.000 euro, ossia oltre il 90% di quelli che si verificano in Italia. Sono molti i consumatori che hanno ottenuto risultati positivi con le compagnie Generali, Allianz, Direct line, Helvetia. “L’attivazione della conciliazione paritetica costituisce una grande opportunità per i cittadini che possono risparmiare e ottenere risultati efficaci e veloci, ma anche per le aziende che hanno la possibilità di non incrinare la fiducia con i consumatori rettificando comportamenti errati” – dichiara MDC.  “Ricordiamo quindi ai cittadini che per attivare la procedura è sufficiente rivolgersi alle associazioni dei consumatori”. Per informazioni e assistenza sull’avvio della procedura, i cittadini possono consultare il sito www.difesadelcittadino.it  e contattare il responsabile Conciliazione Paolo Di Lena, scrivendo aconciliazione@mdc.it o telefonando allo 06.4881891 interno 210 il lunedì, il mercoledì e il venerdì.
Per i cittadini liguri è possibile rivogersi agli sportelli di MDC Liguria: tutti gli indirizzi su www.sportellinrete.it
Fonte: MDC

Poste, Fieg ad Agcom: “No a consegna di giornali a giorni alterni”

Gli editori di giornali prendono posizione contro la proposta di Poste Italiane di recapitare la corrispondenza, e di conseguenza anche i giornali agli abbonati, a giorni alterni in ben 5.296 comuni. E chiamano in causa l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni affinché dica no a tale proposta, “inaccettabile poiché rappresenta una palese violazione dei diritti di cittadinanza e del diritto di informazione”. Non si può essere informati un giorno sì e uno no.

“Rappresenta, infatti, una palese violazione dei diritti di cittadinanza e del diritto all’informazione, negando l’accesso all’informazione quotidiana e penalizzando l’accesso all’informazione periodica ai cittadini di 5.296 (su 8.046) comuni italiani” hanno spiegato gli editori della Fieg nel corso dell’audizione svolta stamane presso l’Agcom nell’ambito della consultazione pubblica sull’attuazione di un modello di recapito a giorni alterni della corrispondenza avanzato da Poste Italiane.

“La proposta di Poste – ha dichiarato Maurizio Costa, Presidente della Fieg –  è ancora più grave se si considera che in molti degli oltre 5mila comuni interessati il recapito postale costituisce l’unico mezzo di accesso alla stampa. Negare ad un quarto dei cittadini italiani la possibilità di ricevere ogni giorno il proprio quotidiano e con tempestività il proprio periodico costituisce, oltre che un pesante e irreparabile danno per le imprese editrici, una lesione grave di un principio costituzionalmente garantito quale quello del diritto all’informazione”.

Gli editori si appellano all’Agcom, Autorità con il compito tra gli altri di vigilare e garantire a tutti i cittadini l’accesso all’informazione, affinchè non autorizzi l’attuazione del modello proposto che costituisce una palese violazione della direttiva europea sul mercato dei servizi postali che prescrive la distribuzione a domicilio della posta, e quindi dei giornali agli abbonati, almeno cinque giorni lavorativi a settimana. In tale contesto è pretestuoso considerare la scelta di un quarto dei cittadini di vivere nei 5.296 comuni individuati da Poste una ‘circostanza o condizione geografica eccezionale’, tale da consentire di derogare al principio garantito dalla direttiva europea.

 fonte HELP CONSUMATORI

Profilazione online, dal Garante Privacy più tutele e obbligo consenso informato

Consenso informato obbligatorio degli utenti, revocabile in ogni momento. Garanzie per ogni utente, sia quelli autenticati sia quelli che accedono al servizio senza previa autenticazione. Informazione chiara e ben visibile già nella prima pagina del sito. Dal Garante per la Privacy arrivano più tutele per i cittadini e regole più chiare per chi fa profilazione online a partire dai principali siti web. Sono state pubblicate infatti in Gazzetta Ufficiale le “Linee guida in materia di trattamento dati personali per profilazione online” del Garante.
privacyChi opera su Internet dovrà fornire agli utenti informazioni chiare e complete, richiedere ed ottenere il consenso degli interessati, revocabile in ogni momento, e offrire concrete tutele anche a chi non dispone di uno specifico account per accedere ai servizi offerti: queste le principali misure previste dal provvedimento dell’Autorità. Le regole dovranno dunque intervenire nelle attività di profilazione, ovvero nella costruzione di “profili” di utenti (sulla base di caratteristiche, comportamenti, scelte, abitudini) allo scopo di fornire servizi o promozioni personalizzate. Dovranno essere adottate da tutti i soggetti stabiliti su territorio nazionale che forniscono servizi online, quali motori di ricerca, posta elettronica, mappe online, social network, pagamenti elettronici, cloud computing.
Uno dei punti del provvedimento riguarda la previsione di tutele per ogni utente: le società dovranno tutelare la privacy sia degli utenti autenticati, cioè quelli che accedono ai servizi tramite un account (ad esempio per l’utilizzo della posta elettronica), sia di quelli che fanno uso dei servizi in assenza di previa autenticazione, come in caso di semplice navigazione on line. L’informativa sul trattamento dei dati dovrà essere completa, esaustiva e resa ben visibile già nella prima pagina del sito internet. Come spiega l’Autorità, è preferibile che sia strutturata in più livelli: un primo livello immediatamente accessibile con un solo click dalla pagina visitata, con tutte le informazioni di maggiore importanza (ad esempio l’indicazione dei trattamenti e dei dati oggetto di trattamento); un secondo livello, accessibile dal primo, con ulteriori dettagli sui servizi offerti.
Le attività di profilazione richiedono il consenso informato dell’utente. Spiega il Garante Privacy: “Qualunque attività di trattamento dei dati personali dell’utente per finalità di profilazione e diversa da quelle necessarie per la fornitura del servizio (ad esempio, i filtri antispam o antivirus, gli strumenti per consentire ricerche testuali, etc.) potrà essere effettuata esclusivamente con il consenso informato dell’utente”. Questo si applica a tutte le profilazioni per finalità promozionali, sia quella sui dati relativi all’uso della posta elettronica, sia quella basata sull’incrocio di dati personali che vengono dall’uso di più funzioni, come posta, navigazione sul web, uso dei social network, sia quella che si fonda sull’uso di strumenti di identificazione diversi dai cookie (come il fingerprinting, che costruisce profili dell’utente sulla base di specifici parametri di impostazione del terminale o sulle modalità del suo utilizzo). Gli utenti potranno scegliere in modo consapevole se acconsentire alla profilazione e a loro andrà sempre pienamente garantito il diritto di revoca delle scelte espresse in precedenza. A tale scopo dovrà essere predisposto un link, sempre ben visibile.
Fonte: help Consumatori