AUTOMOBILISTI ATTENZIONE ALLA DATA DI SCADENZA DI REVISIONE DEL VEICOLO

La notizia ci arriva da Adiconsum: “Controllate la scadenza della revisione del vostro veicolo perché si rischia una multa di 155 euro che vi arriva direttamente a casa”. E’ l’invito rivolto agli automobilisti da Pietro Giordano, presidente di Adiconsum, che denuncia la scarsa informazione relativa alla mancata revisione degli autoveicoli. “Da oggi con l’informatizzazione delle procedure di controllo e l’aggiornamento della carta di circolazione, la multa di 155 euro per la mancata revisione del veicolo, infatti, scatterà in automatico e verrà inviata a casa a quanti, entro il mese di scadenza della revisione del proprio autoveicolo, non effettueranno l’adempimento previsto. Da quel momento l’auto potrà essere utilizzata solo per recarsi in officina, altrimenti la multa sarà di 639 euro a cui si aggiungerà anche il fermo amministrativo del veicolo. Come Adiconsum – continua Giordano – raccomandiamo ai cittadini di controllare la data di scadenza della revisione e, di recarsi al suo approssimarsi, alla prima officina per mettersi in regola.

Le tariffe sovraregionali sono aumentate e la truffa ai danni degli abbonati assume dimensioni colos

Come segnalato ieri, a partire da febbraio, le tariffe sovraregionali aumenteranno.

Per la Genova >< Milano l’aumento è circa dell’1% e l’abbonamento sovraregionale mensile di seconda classe passa da 154,20 euro a 155,80 euro (a i quali vanno aggiunti i 180,00 euro annui della Carta Tutto Treno Liguria che dà la possibilità di utilizzare anche gli IC, i Thello e le FB. (nei prossimi giorni diffonderemo la relativa tabella con tutto il prezzario).

Questi aumenti (seppur limitati a basse percentuali) contengono un principio irricevibile (l’algoritmo di calcolo è errato in partenza) e dilatano ulteriormente il gap truffaldino a danno degli abbonati.

In questa tabella evidenziamo gli aumenti e le cifre truffaldine indebitamente estorte agli abbonati. In un anno raggiungono cifre assurde che moltiplicate per migliaia di abbonati producono importi da milioni di euro incassati indebitamente dalle Regioni italiane.

Noi condurremo la nostra battaglia con tutti i mezzi, se necessario attueremo forme durissime di lotta come l’astensione dal pagamento degli abbonamenti (le multe saranno recapitate alle Regioni), lo sciopero della fame e della sete, la denuncia alla Corte Europea e ai Tar.

FINALMENTE UN REGOLAMENTO CHE TUTELA I PASSEGGERI DEGLI AUTOBUS

L’Autorità trasporti approva un nuovo regolamento per la tutela dei passeggeri degli autobus: “Con l’adozione di questo Regolamento anche i passeggeri italiani nel trasporto su autobus godranno, finalmente, di un livello di tutela pari a quello adottato da anni negli altri Paesi europei”: sono le parole con cui il presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Andrea Camanzi, commenta l’approvazione da parte dell’Authority del regolamento per la tutela dei passeggeri degli autobus. Attraverso un modulo di reclamo, ci si potrà rivolgere all’Autorità (in seconda istanza) per segnalare diversi problemi, da condizioni contrattuali discriminatorie all’informazione ai passeggeri sui suoi diritti e sul viaggio.
Il Consiglio dell’Autorità di regolazione dei trasporti, informa oggi una nota, ha approvato ieri il “Regolamento” e il “Modulo di reclamo” per l’accertamento e l’irrogazione delle sanzioni previste dal Decreto legislativo 4 novembre 2014 n. 169, in attuazione della disciplina sui diritti dei passeggeri trasportati con autobus contenuta nel Regolamento comunitario (CE) n. 181/2011. I documenti sono disponibili sul sito internet dell’Autorità. Commenta il presidente Camanzi: “La tempestiva decisione dell’Autorità assicura alla nostra regolamentazione in materia di diritti dei passeggeri uniformità con quella europea e rende più appetibile il trasporto di linea su autobus a lunga percorrenza, in concorrenza con quello ferroviario e il corto raggio del trasporto aereo. Dopo la regolamentazione delle tutele dei passeggeri nel trasporto aereo, ferroviario e in autobus, manca ora solo quella dei passeggeri via mare, all’esame del Governo, per assicurare a qualunque viaggiatore in Europa la stessa protezione, a prescindere dal mezzo di trasporto scelto».
In base al “Regolamento” i passeggeri che abbiano già presentato reclamo all’impresa di trasporto su autobus, potranno rivolgersi – anche mediante associazioni rappresentative dei loro interessi – in seconda istanza all’Autorità di regolazione dei trasporti, per segnalare le violazioni degli obblighi di cui al Regolamento 181/2011 dell’Unione Europea da parte dell’impresa di trasporto. Sulla base del reclamo fatto dal passeggero – relativo a casi diversi, come condizioni contrattuali, ritardi e soppressioni, mancata assistenza, informazioni sul viaggio e sui diritti del passeggero – potrà essere avviato un procedimento dell’Autorità,con una possibile sanzione a carico dell’impresa.
Per i servizi di trasporto su autobus le sanzioni si riferiscono a violazioni del contratto di trasporto; violazioni degli obblighi relativi a persone con mobilità ridotta; violazioni dei diritti del passeggero in caso di cancellazione o ritardo; violazioni del diritto all’informazione e ai reclami. I servizi per i quali possono essere presentati reclami sono quelli “regolari”, non quelli “occasionali”. Inoltre, per i servizi di trasporto su autobus la cui distanza prevista sia inferiore a 250 km, sono applicabili solo alcuni motivi di reclamo – nel dettaglio, condizioni contrattuali o tariffe discriminatorie, inosservanza degli obblighi a tutela delle persone con disabilità o mobilità ridotta, informazione al passeggero sul viaggio e sui suoi diritti, mancata adozione del sistema per il trattamento dei reclami, mancata comunicazione dell’esito definitivo del reclamo. All’Autorità non è invece attribuita competenza a dirimere le controversie tra consumatori e imprese, né a sanzionare i soggetti regolati per i casi di risarcimento e assistenza in caso di incidenti.

on line la spesa bio a km 0

 

Si chiama Cortilia ed è la versione online del mercatino ortofrutticolo bio della domenica. Cortilia permette ai propri clienti di ricevere comodamente a casa cassette di frutta e verdura di stagione, in diversi formati e prezzi. Ogni cliente viene collegato ad un mercato agricolo locale, per vicinanza geografica, che corrisponde tipicamente ad uno o più produttori diretti ubicati nella medesima zona. E’ possibile scegliere tra modalità in abbonamento (più economiche e senza alcuna penale di cancellazione) e modalità acquisto singolo. I prodotti ricevuti sono rigidamente di stagione, si riceveranno quindi cassette con contenuti diversi nel corso dell’anno, anche a parità di abbonamento. I suoi già 50 mila affezionati clienti sono la dimostrazione lampante che l’idea ha fatto centro e piace per gli stessi motivi per cui i consumatori gradiscono fare la spesa al mercatino ortofrutticolo della propria città. I segreti sono: maggiore qualità dei prodotti, certezza della provenienza chilometro (quasi) zero, comodità di utilizzo e consegna a casa giornaliera.

 

Fonte HelpCOnsumatori

BENZINA: Adiconsum chiede la cancellazione delle accise obsolete

“In questi ultimi tempi stiamo assistendo alla discesa dei PREZZI dei carburanti. Una notizia positiva, soprattutto per quei consumatori, e non sono pochi, che utilizzano l’auto per raggiungere il proprio posto di lavoro”  dichiara Pietro Giordano, Presidente NAZIONALE di Adiconsum, secondo cui la “discesa dei PREZZI potrebbe essere ben più ripida, almeno un 50% in più, se solo fosse accompagnata dalla cancellazione delle accise più obsolete, come quelle della guerra in Abissinia o del Vajont”. “La loro eliminazione comporterebbe un discreto recupero del potere d’acquisto alle famiglie. Chiediamo con forza al Governo di adottare QUESTA misura – conclude Giordano – e chiediamo altresì di sapere per QUALI scopi vengano impiegati i soldi versati dagli automobilisti. La conoscenza delle finalità a cui vengono destinati tali accise costituiscono un DIRITTO del consumatore”.
MA VEDIAMO QUALI SONO LE ACCISE CHE COSTITUISCONO IL 52% DEL COSTO DELLA BENZINA:
– guerra in Abissinia del 1935 la prima in ordine di apparizione introdotta nel 1935 da Mussolini
– crisi di Suez del 1956
– disastro del Vajont del 1963
–  alluvione di Firenze del 1966
– terremoto del Belice del 1968
– terremoto del Friuli del 1976
– terremoto in Irpinia del 1980
– missione in Libano del 1983
– missione in Bosnia del 1996
– rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004
– Decreto Legge 34/11 per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali
– emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92
– alluvione in Liguria ed in Toscana del novembre 2011
– decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 «Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici» del governo Monti.
– terremoti dell’Emilia del 2012;
ciliegina sulla torta: l’iva al 22%.
FONTE: Help Consumatori e www.finanzautile.org

Commissione europea: più sostegno alle vittime di violenza in tutta l’Europa

Più sostegno alle vittime di violenza domestica o di stalking attraverso una protezione maggiore in tutti gli Stati dell’Unione europea: a partire da domenica entreranno infatti in vigore nuove norme a livello comunitario per cui gli ordini di restrizione, protezione e allontanamento emessi in uno Stato membro saranno riconosciuti in tutta l’Unione in modo rapido e semplice attraverso una semplice certificazione. È quanto comunica la Commissione europea. Spiega la Commissione in una nota: “I cittadini che hanno subito abusi
domestici potranno ora viaggiare in sicurezza al di fuori del proprio paese di origine semplicemente trasferendo l’ordine di protezione che li tutela dal loro aggressore. In passato le vittime dovevano passare attraverso procedure complesse per estendere gli effetti di una misura di protezione nazionale agli altri Stati membri dell’UE ed erano costrette ad avviare una procedura diversa per la certificazione in ciascun paese. Gli ordini di protezione potranno ora essere riconosciuti facilmente in qualsiasi Stato membro dell’UE, il che consentirà alle vittime di violenza di spostarsi senza dover ricorrere a procedure gravose”. Il nuovo meccanismo che entrerà in vigore comprende due strumenti distinti: il regolamento relativo al riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile e la direttiva sull’ordine di protezione europeo. Insieme, questi garantiranno il riconoscimento in qualsiasi Stato dell’Unione degli ordini di protezione emessi per tutelare le vittime di violenza. I meccanismi, spiega ancora la Commissione, rispecchiano le differenze che caratterizzano le misure di protezione nazionali degli Stati membri, che possono essere di natura civile, penale o amministrativa.
La direttiva sull’ordine di protezione europeo, adottata nel dicembre 2011, è stata integrata dal regolamento relativo al riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile, che ha ricevuto l’appoggio del Parlamento europeo nel maggio 2013 e dei ministri della Giustizia in sede di Consiglio nel giugno 2013 :entrambi gli strumenti entreranno dunque in vigore l’11 gennaio 2015 (non parteciperà la Danimarca).Sono circa 75 milioni le persone che ogni anno in Europa sono vittime di un reato e le nuove norme, attraverso l’ordine di protezione europeo e la garanzia di diritti minimi per le vittime, testimoniano l’impegno a rafforzare i diritti delle vittime indipendentemente dal paese di origine e dallo Stato in cui il reato è stato commesso. Un’ulteriore tappa sarà il 16 novembre 2015: entro quella data diventerà vincolante per gli Stati membri una direttiva UE, entrata in vigore nel 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, sostegno e protezione per le vittime ovunque si trovino nell’Unione (IP/12/1066). La nuova direttiva UE, che istituisce norme minime per le vittime di reato, garantirà che in tutti e 27 i paesi dell’UE le vittime siano trattate con rispetto, che ottengano informazioni comprensibili sui loro diritti, che in tutti gli Stati ci siano forme di sostegno; prevede inoltre che le vittime possano partecipare ai procedimenti penali, se lo desiderano, e siano messe nelle condizioni di assistere al processo, che siano protette durante le indagini di polizia e i procedimenti giudiziari; stabilisce che le vittime vulnerabili (i bambini, le vittime di violenze sessuali e le vittime disabili) vengano riconosciute in quanto tali e siano adeguatamente protette.
Ha detto Věra Jourová, Commissaria UE per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere: “Le vittime di violenza ora potranno far valere i propri diritti anche al di fuori del loro paese, ovunque vadano in Europa. Secondo le stime, una donna su cinque ha subito violenze almeno una volta nella vita e nella maggior parte dei casi il responsabile di tali violenze fisiche è una persona molto vicina alla vittima, ad esempio il partner. La nuova procedura garantirà alle vittime di violenza, siano esse donne o uomini, la protezione che meritano per andare avanti con la propria vita. Potranno scegliere di vivere in un altro Stato membro dell’UE o di andare in vacanza senza temere per la propria sicurezza”.
fonte: Help Consumatori

ADICONSUM SCUOLA: disservizi iscrizioni on line

Dal 15 gennaio al via iscrizioni online

La circolare n. 51 del 18 dicembre 2014 del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della ricerca (MIUR) ha stabilito che le iscrizioni alle prime classi della scuola primaria, media e superiore per l’anno scolastico 2015-2016, sarà compreso tra il 15 gennaio e il 15 febbraio 2015.

Ricordiamo che da un paio d’anni, come disposto dalla legge sulla razionalizzazione della spesa pubblica, le iscrizioni alle prime classi sono online. Fanno eccezione le iscrizioni alla scuola d’infanzia.

 

Cosa fare

I genitori per poter effettuare l’iscrizione on line devono:

1) individuare la scuola d’interesse (anche attraverso il servizio Scuola in Chiaro del Ministero)

2) registrarsi a partire da lunedì 12 gennaio 2015 al sito www.iscrizioni.istruzione.it o attraverso il sito del Ministero

3) compilare la domanda in tutte le sue parti.

Purtroppo anche il mondo della scuola – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – presenta criticità e disservizi. Per tutelare i diritti degli studenti di ogni ordine e grado e le loro famiglie abbiamo aperto la pagina Facebook Adiconsum Scuola, un luogo di incontro, dialogo e confronto, per affrontare e risolvere le problematiche di questo importante tessuto della società.

In occasione dell’inizio delle iscrizioni online, invitiamo, pertanto, i consumatori a segnalare eventuali disservizi o criticità sulla pagina facebook Adiconsum scuola.

VENDITE ON LINE : nuove regole per gli elettrodomestici

Dal 1° gennaio è entrato in vigore l’obbligo di esporre l’etichetta energetica anche nelle vendite online di televisori, frigoriferi, forni, aspirapolveri e tutti gli altri prodotti che ne sono provvisti nei negozi fisici. Finisce quindi l’epoca di relativo “vantaggio” di cui i negozi online hanno goduto fino ad oggi, rispetto agli spazi di vendita tradizionali, ed anche in internet i consumatori potranno più agevolmente comprendere quali siano i prodotti più efficienti. Tuttavia, i siti faticano a mettersi in regola come ha rilevato la campagna Marketwatch (www.market-watch.it) che ha visitato nel corso del 2013/14 dieci negozi online trovando una situazione generalmente molto carente sul piano dell’applicazione delle norme: pochissimi i negozi che correttamente informano il cittadino sulle performance di efficienza dei prodotti, sul rumore, sul consumo d’acqua, come prevede la legge, come evidenziato dal rapporto Etichetta Furbetta. In questo contesto Legambiente ed MDC che collaborano nel progetto, hanno invitato alla presentazione dei risultati delle visite e del dossier anche Amazon, presso la sede aziendale in Lussemburgo, ma due raccomandate a distanza di mesi, nelle quali si proponeva anche una collaborazione gratuita per aiutare l’azienda a mettersi a norma,  non hanno ricevuto nessuna risposta finora.
Il 30 gennaio scorso la visita online da operatori di Legambiente nel sito italiano di Amazon aveva riscontato che su di un totale di 63 articoli controllati (equamente divisi nelle categorie: frigoriferi e freezer, televisori, cantinette per bottiglie, forni elettrici, condizionatori d’aria) il 43% mancavano delle informazioni basilari dell’etichetta energetica, mentre il 54% aveva informazioni parziali e comunque di difficile reperibilità. Solo 3 articoli su 63 (3%) si poteva considerare in regola con la normativa sull’etichettatura energetica. La media di conformità del complesso dei negozi online visitati in Italia si attesta sul 10% dei prodotti, per un totale di 531 prodotti ispezionati.
Il coordinatore del progetto Market-Watch per l’Italia, Davide Sabbadin, commenta “Le etichette energetiche sono molto apprezzate dai consumatori che le vedono come uno strumento per evitare prodotti succhia-energia che gonfiano le bollette. Circa il 10% del potenziale di risparmio energetico garantito dalle normative europee sull’efficienza va perso per la loro mancata o scorretta applicazione. Complessivamente parliamo del 4% del risparmio che vogliamo ottenere con il pacchetto europeo sul clima al 2030”.
“Servirebbe che i negozi online dessero la possibilità di filtrare le ricerche dei prodotti anche in base alla loro efficienza energetica” – commenta Francesco Luongo, vicepresidente MDC –  “ci aspetteremmo che proprio i più grandi e strutturati negozi online come Amazon ed Ebay, che vendono a milioni di persone, fossero i primi a rendere disponibili questi servizi. Ed in ogni caso ci auguriamo che per il 1 gennaio tutti i siti online adempiano alla normativa alla quale, peraltro, i negozi fisici si sono per lo più adeguati con maggiore rigore”.
FONTE: HelpConsumatori