TROVATO L’ACCORDO TRA CONSUMATORI, COMUNE E AMT

CLCU_ed_utentiTrovato l’accordo tra Associazioni di Consumatori, quindi CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti), Comune di Genova ed azienda AMT per il riconoscimento dei disagi patiti dagli utenti del trasporto pubblico locale, nel novembre scorso.

 

Questa mattina si è tenuto l’atteso incontro tra le parti, al 24° piano del “Matitone”. Erano presenti, oltre ad un nutrito gruppo di cittadini, l’Assessore alla mobilità del Comune di Genova Anna Maria Dagnino e i membri del CLCU: Stefano Salvetti per Adiconsum, Emanuele Guastavino per Adoc, Alberto Martorelli per Lega Consumatori, Daniela Spani per MDC, Furio Truzzi anche presidente nazionale di Assoutenti e Calogero Pepe presidente Adircons e Federconsumatori.

Al termine della trattativa è stato sottoscritto e firmato dalle parti il seguente accordo:

 

«Il Comune di Genova e Amt riconoscono il disagio patito dagli utenti nello scorso mese di novembre in conseguenza delle agitazioni e dell’astensione dal servizio del personale dell’Azienda; convengono inoltre che la situazione creatasi in quelle giornate ha compromesso il diritto alla mobilità dei cittadini previsto dalla Legge e può aver ingenerato disaffezione tra gli utenti del trasporto pubblico cittadino. L’astensione dal lavoro non programmata per cinque giorni, nelle forme in cui è stata attuata dai dipendenti, non rientra nei disservizi per i quali la Carta della Mobilità in vigore impegna l’Amt a indennizzare i propri clienti e dunque non è compresa tra le responsabilità dell’azienda. A questo proposito Comune e Amt si impegnano ad attivare immediatamente un tavolo di confronto con le organizzazioni dei consumatori al fine di rivedere i contenuti della Carta stessa per analoghe situazioni che si dovessero determinare in futuro. Comune ed Azienda condividono l’impegno a promuovere iniziative per motivare e incoraggiare la cittadinanza all’uso del mezzo pubblico. In questo ambito sono alle studio forme concrete di fidelizzazione rivolte soprattutto agli abbonati (che tengano conto delle premesse del presente verbale), abbonati che con la loro scelta hanno dimostrato la precisa volontà di privilegiare il trasporto pubblico per muoversi in città. Al fine di condividere le misure da adottare verrà attivato, entro due settimane dalla data odierna, un tavolo tecnico di confronto con le Associazioni dei Consumatori».

 

Il verbale sottoscritto verrà presentato, prossimamente, in assemblea agli utenti AMT che avevano aderito all’iniziativa promossa dalle Associazioni Consumatori, perché sia condiviso.

Sì, dunque, al “rimborso” utenti, per chi ne aveva fatto richiesta, nel ragionamento del recupero dei 5 giorni in cui non è stato utilizzato il proprio titolo di viaggio. Il risultato raggiunto costituisce un importante precedente a livello nazionale in funzione anche di introdurre, in futuro, nella Legislazione, che regola la materia, che la metà delle sanzioni comminate contemplino il risarcimento agli utenti che hanno patito disagi in tema di trasporto. Il prossimo tavolo tecnico si occuperà, di concerto,  dell’aspetto tecnico-operativo considerato le diversità degli abbonamenti in essere: settimanale, mensile e annuale. «Le AA CC salutano con soddisfazione l’accordo intervenuto in data odierna con AMT e Comune di Genova che riconosce i disagi patiti dagli utenti nel corso del mese di novembre con la revisione della Carta dei Servizi e con la nuova campagna di promozione degli abbonamenti»: è stato il commento entusiasta del CLCU.

 

Alessia De Pascalis

AMT E COMUNE DI GENOVA DICONO NO ALLE RICHIESTE DEGLI ABBONATI

Sembrava ci fossero spiragli di luce per il risarcimento agli abbonati AMT che, nello scorso novembre, a causa dello sciopero operato dai dipendenti della suddetta azienda non hanno potuto usufruire del trasporto pubblico per cinque giorni. Mentre il Presidente insieme ai capigruppo del Consiglio Comunale accoglieva oggi alle 18.00 i rappresentanti di CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti), assieme a Calogero Pepe di Adirconsum per la vicenda dei rimborsi AMT,  l’Assessore alla mobilità del Comune di Genova Anna Maria Dagnino congiuntamente con l’azienda AMT diffondeva comunicato stampa sulla questione palesando una posizione di chiusura sull’argomento. A questo punto CLCU invita i cittadini a partecipare all’incontro di venerdì alle 10.30  presso il Matitone, al 24° piano.

L’assemblea convocata oggi pomeriggio ha chiamato a raccolta numerosi cittadini. Guidati dai presidenti delle associazioni che ne fanno parte di CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti), assieme a Calogero Pepe di Adirconsum, hanno manifestato difronte a Palazzo Tursi. Le associazioni avevano posto una questione di rimborso che si esplica anche con l’estensione di cinque giorni di abbonamento per gli abbonati che avessero inoltrato la richiesta.

Nella fase iniziale dell’assemblea, Pepe ha sottolineato ai partecipanti: «Stiamo parlando di un diritto sacrosanto che anche se non specificato nella Carta dei Servizi è contemplato nel buonsenso. Se anche nell’incontro di venerdì ci fosse negata una risposta chiara e definitiva ci rivolgeremo al Consiglio Comunale perchè venga riconosciuto il diritto al servizio di cui non si è potuto usufruire. Non si tratta di una questione economica quanto piuttosto del rispetto di un diritto». La decisione di non gravare sull’eventuale difficoltà economica dell’azienda Amt, infatti, aveva fatto optare proprio per il rimborso piuttosto che per il risarcimento ma le difficoltà erano sembrate crearsi anche su questa posizione già “ammorbidita”. L’out-out è stato dato da Furio Truzzi, presidente di Assoutenti: «Venerdì mattina sarà l’ultimo incontro per comunicare la decisione presa sulla vicenda; parliamo di un rimborso per circa 8mila cittadini. I casi specifici, di utenti che hanno sostenuto delle spese in quei giorni di sciopero saranno analizzati in un altro contesto che ha uguale priorità ma che sono in numero inferiore, circa un centinaio». Truzzi ha poi lanciato una proposta: «la cosa migliore sarebbe stampare un titolo straordinario, pagherei io i costi della stampa se necessario; c’è un diritto che deve essere uguale per tutti ed è quello di essere rimborsati se non risarciti». Emanuele Guastavino, presidente CLCU, ma anche di Adoc, si è augurato che venerdì prevalga il buonsenso e la responsabilità politica: «Facciamo comprendere che occorre colloquiare con i cittadini». Stefano Salvetti, presidente Adiconsum, ha ricordato l’impegno profuso dalle associazioni per andare incontro alle necessità dei cittadini in quei giorni di sciopero ma anche che proprio in quello sciopero non furono garantite le fasce di orario protette: «Avevamo attivato un pullman perchè servisse la zona della Val Bisagno con costi a nostro carico, questo potevano fare in quanto Associazioni; ora chi aveva preso l’impegno di interloquire con i cittadini lo deve rispettare. Occorre dare un segnale». Sulla stessa linea anche Alberto Martorelli, presidente di Lega dei  Consumatori e l’avvocato Daniela Spanu, rappresentante di MDC. Alle 18.00 l’assemblea, su richiesta del consigliere Gianni Vassallo, Pd, è stata accolta dai capigruppo del Consiglio Comunale. Nella riunione informale è stato chiesto se fosse fattibile o meno che il Consiglio adoperi una delibera per il rimborso qualora, venerdì, l’incontro con l’assessore si concluda con esito negativo: «per rivendicare un diritto – ha commentato Truzzi – sembra si debba “camminare ginocchioni” in Via Garibaldi». Pietro Salemi, della Lista Musso ha subito appoggiato la richiesta per il rimborso; Simone Farello del Pd ha asserito: «Siamo difronte ad una violazione della normativa – facendo riferimento allo sciopero –  se i colleghi sono daccordo entro i prossimi 10 giorni possiamo convocare una Commissione Straordinaria che si occupi anche di problematiche inerenti a questa».  Altri consiglieri si sono pronunciati favorevolmente per l’istituzione della commissione di approfondimento. Ma ancora un rimborso sembra rappresentare un problema insormontabile.

 

Alessia De Pascalis

 

Le Associazioni dei Consumatori invitano gli abbonati AMT a scrivere al Sindaco

Il rimborso Amt negato non frena le iniziative di CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti): la richiesta rivolta ai cittadini è quella di inviare un’e.mail ( gabsindaco@comune.genova.it) o un fax (010-5574604) al Sindaco per chiedere il suo sostegno. La traccia da seguire, al termine della quale occorre apporre il proprio nome e cognome e la dicitura “un abbonato/a danneggiato/a”, può essere la seguente: “Signor Sindaco, l’azienda non ci vuole riconoscere il rimborso dell’abbonamento che abbiamo pagato e non abbiamo potuto utilizzare durante gli scioperi selvaggi pur avendo risparmiato sugli stipendi e sul carburante. Intervenga lei e manifesti il suo sostegno a chi in silenzio paga i servizi senza averli ricevuti”.

Intanto, tutti gli abbonati Amt sono invitati a partecipare all’incontro tra il Coordinamento Ligure Consumatori Utenti e l’Assessore alla mobilità del Comune di Genova Anna Maria Dagnino, che si terrà venerdì, 28 febbraio, alle 10.30, presso il Matitone, al 24° piano.

 

Alessia De Pascalis

AFFOLLATA ASSEMBLEA DEGLI ABBONATI AMT A PALAZZO TURSI

Furio Truzzi, Presidente nazionale di Assoutenti insieme ai Dirigenti locali Maurizio Ilari e Maria De Sogus ha partecipato nel tardo pomeriggio di lunedì 17 febbraio a Palazzo Tursi ad una affollata assemblea di abbonati amt di oltre 200 persone che aspettano di essere rimborsati per non aver potuto usufruire del bus durante gli scioperi selvaggi del novembre 2013. L’assemblea ha constatato che, a tutt’oggi, manca una posizione chiara del Comune di Genova, azionista di amt, che in un primo tempo (il 27 gennaio durante l’incontro con l’Assessore al Traffico)  si era dichiarato disponibile al rimborso. Gli abbonati hanno deciso di riconvocarsi martedì 25 febbraio alle ore 17,30 sempre a Palazzo Tursi in attesa di ricevere una risposta positiva a tutela degli utenti. L’assemblea si è conclusa al grido: se così non sarà lotta dura sarà, siamo abbonati di amt e non cittadini di serie B, Sindaco D’Oria vogliamo i rimborsi non le brioches.

GRANDE SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DA ASSOUTENTI E CARROZZIERI

Oltre mille partecipanti provenienti da tutta italia alla manifestazione nazionale dei carozzieri e dei consumatori conclusasi al politeama genovese con la seguente mozione approvata all’unanimità: L’ASSEMBLEA DI GENOVA dei carrozzieri, dei consumatori e dei tecnici rc auto CHIEDE al Presidente del consiglio incaricato e al nuovo Governo di ritirare il ddl rc auto e da mandato alle associazioni promotrici di presentare una proposta di riforma, che partendo dalla carta di bologna dell’11 gennaio 2014, abolisca l’indennizzo diretto, favorisca una reale concorrenza tra compagni assicuratrici, tuteli la libertà di impresa, i diritti degli assiciurati e delle vittime della strada, promuova una effettiva riduzione dei costi rc auto. La mozione è stata proposta dalle associazioni promotrici della manifestazione: Federcarrozzieri – Carrozzieri della Provincia di Genova – Assoutenti

“GENERATION AWAKE” consumi e risorse … on line

Generation awake, la campagna UE contro lo spreco di risorse naturali
generationawake.jpg.492x0_q85_crop-smartSi chiama “Generation Awake” la campagna promossa dalla Commissione Europea per sensibilizzare i consumatori all’impatto dei loro modelli di consumo sulle risorse naturali. Secondo uno studio realizzato per conto della Commissione, la piena attuazione della legislazione europea sui rifiuti consentirebbe di risparmiare 72 miliardi di euro all’anno, di incrementare di 42 miliardi di euro il fatturato annuo del settore della gestione e del riciclaggio dei rifiuti e di creare oltre 400 000 posti di lavoro entro il 2020.
Perno della campagna un sito web interattivo che invita i visitatori a scoprire il valore che possono avere i rifiuti e mostra come certi prodotti possano essere riutilizzati, riciclati, scambiati e riparati anziché gettati via. È stata creata anche una pagina Facebook (www.facebook.com/generationawake) per stimolare i cittadini a provare concretamente a ridurre gli sprechi di prodotti alimentari e a risparmiare l’acqua. Tutti possono partecipare e ognuno è invitato a diffondere il messaggio: i rifiuti che non possiamo proprio evitare possono diventare una risorsa preziosa e risparmiare risorse significa risparmiare denaro.
La campagna Generation Awake, diffusa in tutte le lingue dell’UE, è rivolta alla fascia di età da 25 a 40 anni, in particolare ai giovani adulti che vivono in ambiente urbano e alle famiglie con bambini piccoli. Dal suo lancio nell’ottobre 2011, il sito web della campagna è stato visitato oltre 750 000 volte, i video sono stati visti da oltre 4 milioni e mezzo di persone e la pagina Facebook ha quasi 100 000 like. La nuova fase della campagna prevede un concorso fotografico che invita a presentare suggerimenti per trasformare i rifiuti in risorse. Il premio in palio è un viaggio a Copenaghen, la Capitale verde europea 2014.

Assoutenti e Casa del Consumatore promuovono l’iniziativa “Basta costi di disattivazione!”

telefono240Assoutenti e Casa del Consumatore promuovono l’iniziativa “Basta costi di disattivazione!” e invitano tutti i cittadini a partecipare alla raccolta nazionale di firme per l’introduzione, nella prossima legge sulla concorrenza, del DIVIETO ASSOLUTO per tutti gli operatori telefonici di addebitare ai clienti qualunque somma a qualunque titolo in caso di chiusura del contratto.
La concorrenza in un mercato davvero libero si realizza solo se non ci sono barriere per i consumatori nel passaggio da un operatore all’altro: nel mercato dell’elettricità e del gas chiunque può cambiare fornitore senza dover pagare nulla. Nella telefonia siamo invece ancora schiavi dei cosiddetti “costi di disattivazione”, un odioso ed anacronistico balzello che le compagnie telefoniche regolarmente addebitano ai clienti che perdono. Si tratta di un costo ingiustificato e non più tollerabile dalle famiglie e imprese italiane, che di fatto frena il passaggio da un operatore all’altro, perché questi presunti (e mai documentati) “costi” sono talmente elevati (in molti casi superano addirittura i cento euro) da rendere svantaggioso il cambio di operatore telefonico, anche se fa prezzi migliori.
È ora di dire basta a queste penali mascherate da costi, ingiusti e anticoncorrenziali!
È importante che aderiscano in tanti, per far sentire la loro voce contro i colossi della telefonia e aiutare l’associazione a far pressione su Parlamento, Governo e Autorità della Concorrenza e delle Telecomunicazioni per questa abolizione.
Per aderire alla raccolta firme basta andare QUI e compilare il modulo di adesione online, oppure stamparlo e compilarlo da QUI oppure presso una delle sedi in Italia della Casa del Consumatore www.casadelconsumatore.it o di Assoutenti www.assoutenti.it e www.assoutenti.liguria.it

Crac Parmalat, MDC: riconosciuto rimborso per omissione di informazioni

Gli operatori della banca hanno omesso di dare informazioni dettagliate sulla rischiosità dell’investimento e di valutare l’effettiva propensione al rischio da parte della cliente, nonché la sua situazione finanziaria e la sua esperienza negli investimenti in strumenti finanziari: per questo motivo il Tribunale di Benevento, attraverso l’intervento del Movimento Difesa del Cittadino, ha riconosciuto un rimborso a una risparmiatrice vittima del crac Parmalat pari a 25 mila euro.
Ci sono voluti ben 13 anni, spiega l’associazione, per stabilire che l’investimento di capitale di una risparmiatrice, da poco andata in pensione, e coinvolta nel crac Parmalat, era avvenuto per l’omissione, da parte degli operatori della banca Monte dei Paschi di Siena, di informazioni dettagliate sul tipo di rischio e da una mancata valutazione della propensione al rischio sufficiente a far ritenere adeguato l’acquisto di obbligazioni emesse da una società privata da parte della cliente. La cittadina, che si è rivolta al Movimento Difesa del Cittadino di Benevento, era titolare di un conto corrente bancario e abituata a investire in fondi comuni e in altri strumenti finanziari a basso rischio, ed era stata sollecitata ad acquistare obbligazioni emesse dalla Parmalat Finanziaria Spa per l’importo di lire 50.000.000, pari a oltre la metà della liquidazione da poco incassata alla cessazione della sua attività di insegnante. Dopo il ricorso della banca, la Corte d’Appello ha dato ragione alla risparmiatrice per violazione da parte della banca dell’articolo 28 del regolamento Consob 11/522/98, che impone all’intermediario, prima della stipula del contratto, di chiedere all’investitore notizie circa la sua esperienza in materia di investimenti in strumenti finanziari, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi di investimento, nonché circa la sua propensione al rischio. “La cosa su cui ci siamo battuti in Tribunale – dichiara Francesco Luongo, vicepresidente del Movimento Difesa del Cittadino – è stata soprattutto l’inconsapevolezza con cui la signora è stata spinta ad accettare l’investimento. La banca avrebbe dovuto spiegare dettagliatamente le condizioni alla cliente e informarsi sul suo stato. All’indomani della presentazione della “Carta degli Investimenti” realizzata dalle Associazioni dei Consumatori e dalla Consob, riteniamo che adeguate informazioni siano indispensabili per evitare proprio situazioni come questa”.
Fonte HelpConsumatori